 |  | Comporre sogni.

C‘era una volta un uomo che aveva nel frutteto molti melograni. E ogni autunno disponeva i loro frutti su vassoi d‘argento fuori dalla sua casa, e sui vassoi metteva cartelli con sopra scritto: "Prendetene una in dono, sono a vostra disposizione". Questo fece per molti anni.
Ma la gente passava e nessuno prendeva mai un frutto.
Alfine l‘uomo rifletté sulla cosa, e un autunno non offrì le melagrane su vassoi d‘argento fuori della sua casa, ma espose un‘insegna a grandi caratteri: "Qui abbiamo le melagrane migliori della regione, ma le vendiamo più care di tutte le altre".
E tutti gli uomini e le donne del vicinato accorsero a comprarle. (Gibran 2002).
Cos‘è successo? Le melagrane sono sempre le stesse..
Il primo cartello "prendetene una in dono sono a vostra disposizione" veniva interpretato come: i frutti che vi offro non hanno nulla di speciale. Quest‘atto comunicativo faceva in modo che i vicini percepissero i frutti per quello che realmente erano: semplici melagrane, magari buone ma semplici melagrane.
Il secondo cartello "...Le migliori della regione...Ma più care di tutte le altre" Solletica la curiosità del vicinato. E‘ vero sono più care delle altre ma come rinunciare ad assaggiare i frutti più succosi dell‘intera regione? Hanno un prezzo elevato? Vorrà dire che sarò uno dei pochi eletti ad averle provate!
Accettando la promessa contenuta nella seconda etichetta, le persone cominciano a rilasciare una notevole quantità di energia emotiva, "vibrazioni" che vanno a depositarsi intorno alle melagrane, crendo un alone, un‘aura che le fanno sognare.
I frutti sono sempre uguali, l‘aura è nella mente e negli occhi di coloro che hanno accettato, più o meno, consapevolmente, l‘interpretazione della realtà suggerita dal proprietario delle melagrane, che ha saputo costruirvi una "cornice" attorno. Per accedere a questa nuova esperienza molti hanno deciso di pagare un biglietto, infatti non hanno comperato solo delle semplici melagrane, bensì l‘accesso ad un‘esperienza. Sensoriale ma sopratutto emotiva.
La materia prima di quell‘aura che come una veste immaginaria avvolge le melagrane, trasformandole in oggetto di desiderio collettivo, è il senso. Il senso (racchiuso nella formula "le migliori della regione") attribuito ai frutti dal loro proprietario, entra nella sfera pubblica (il vicinato), viene accettato dai destinatari del messaggio, penetra nei loro processi cognitivi e ritorna alle melagrane, rivestendole di un appeal che prima non avevano.
Questo racconto appena lo ho letto mi è subito piaciuto, perchè in modo molto efficace mostra come una comunicazione mirata riesca a modificare la percezione della realtà. I più smaliziati di voi leggendo i giornali (i redazionali n.d.r.) o guardando le pubblicità riusciranno a risalire alle interpretazioni della realtà che le varie aziende vogliono dare per i loro prodotti, tramite le parole, ma sopratutto le immagini, molto più efficaci, (pensiamo in quante pubblicità in TV non viene detta una sola parola). Allo stesso modo è possibile dare un‘aurea ai nostri prodotti, al gelato.
Il mondo esterno non possiede un senso oggettivo, ma sempre e solo quello che noi di volta in volta gli attribuiamo. Noi possiamo cercare di dare un senso alle interpretazioni delle persone, ricordandoci però che la realtà non è plasmabile all‘infinito. E che dietro ci deve essere anche della concretezza. | |
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